In Svezia, il potere della “Fika” aumenta la produttività lavorativa

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Sono momenti difficili e, con la pandemia che ha colpito l’intero Pianeta, è cambiato il nostro stile di vita e il nostro modo di lavorare. La presenza in ufficio è ridotta ma lo stress é alle stelle, nonostante si possa lavorare comodamente da casa. E, allora, come migliorare il nostro stato psicofisico per una maggiore produttività? La risposta, che arriva dalla Svezia, è: la fika.

Potrebbe sembrare uno scherzo del destino, ma in Svezia si chiama “ fika” il segreto per una maggiore produttività a lavoro e una riduzione positiva dello stress. Ma di cosa si tratta?

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La fika svedese altro non è che una pausa durante l’orario di lavoro e che, oramai, è consolidata negli uffici svedesi per gli ottimi risultati sulla persona e la forte riduzione di stress che aumenta la produttività. La sua etimologia, che in Italia ricorda ben altro, prende nome dalla parola caffè e dalla “pausa caffè”, must di tutti gli uffici, compresi quelli italiani.

In Svezia, però, la pausa caffè ha un valore aggiunto che migliora le capacità di concentrazione e riduce lo stress. Come? Innanzitutto la pausa non dura qualche minuto e regola imprenscidibile: non si parla di lavoro!

I benefici

La fika è un momento per staccarsi totalmente dal lavoro e prendere del tempo per rilassare la mente e il corpo, magari davanti una tazza di caffè (la Svezia è il sesto paese al mondo per consumo di caffè, mentre l’Italia è solo al docicesimo posto) o una chiaccherata con un collega.

Investire del tempo per la propria persona durante l’orario di lavoro ottimizza il risultato. Lo afferma anche la Professoressa svedese Viveka Adelsward, dichiarando che mettere in « pausa il cervello » più volte al giorno, durante l’orario di lavoro, ha benefici sia sulla produttività sia sulla persona.

Prendere del tempo (che è ben diverso da « perdere » del tempo) per sè stessi, da condividere coi colleghi o per “svuotare la testa”, aumenta la creatività e stimola l’attenzione; e allora che dire: mai sottovalutare il potere della “fika”!

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